Miscellanea

Come funziona lo smaltimento delle macerie

 

 

L’Italia è un paese a forte rischio sismico e idrogeologico e il 70%% delle costruzioni non sono fatte a regola d’arte e il rischio di crolli in determinate circostanze è concreto. Quando, purtroppo, si verificano eventi disastrosi che provocano grandi crolli, in fase di ricostruzione la prima cosa a cui pensare è come smaltire le macerie. Le macerie sono considerate “rifiuti speciali”, ma devono essere trattate ed eventualmente recuperate in modo diverso dagli altri rifiuti speciali. L’incarico deve essere affidato a ditte specializzate come la Nova Ecologica, che si occupa di gestione dei rifiuti a Roma e che in questo articolo ci illustra nello specifico cosa prevede in questo caso la normativa vigente.

Cosa prevede la normativa per lo smaltimento delle macerie

I cosiddetti materiali di risulta sono regolamentati dal D.M. ambiente n. 186 del 5 aprile 2006. I materiali edili si suddividono in materiali di risulta in fase di costruzione e quelli generati in fase di demolizione. I rifiuti edili in fase di costruzione sono regolamentati da leggi diverse rispetto a quelli edili in fase di demolizione. Nel primo caso, le ditte edili sono responsabili per lo smaltimento stesso dei rifiuti, nel secondo caso si può richiedere l’intervento di ditte  specializzate. Entrambe le tipologie di rifiuti edili devono essere sottoposti ad una procedura accurata di recupero e non possono essere mescolati con altri rifiuti speciali.

In cantiere i rifiuti edili necessitano di essere divisi in base alla tipologia, nel modo seguente:

  • Rifiuti non inquinanti prodotti da sterro o sgombero (smaltimento materiale di sterro non inquinante);

  • Smaltimento di inerti, ossia rifiuti che possono essere portati in discariche per materiali inerti senza ulteriori trattamenti;

  • Smaltimento di rifiuti combustibili come legna, cartone, carta e materiali sintetici;

  • Smaltimento di altri rifiuti non identificati.

Trattamento dei rifiuti da demolizione edilizia

I rifiuti edili derivati da demolizione sono più complessi da gestire perché sono più disomogenei rispetto ai rifiuti prodotti (in modo controllato) in cantiere in fase di costruzione.

Le procedure per il trattamento delle macerie prevedono diverse fasi quali:

  • La vagliatura,

  • la cernita,

  • la separazione,

  • la rimozione delle sostanze inquinanti,

  • il recupero dei metalli o composti metallici;

  • frantumazione,

  • conferimento in discarica.

Prima di riutilizzare le risorse è necessario un lungo procedimento di ripristino, descritto nel dettaglio nel D.L 152/2006 e successive modifiche.

È compito dei Comuni vigilare sulla correttezza delle procedure di smaltimento. Relativamente a chi deve provvedere allo smaltimento delle macerie, la legge prevede che se ne occupi chi le produce (se impresa di costruzione o proprietario di immobile privato). Quando si tratta di demolizione controllata per abbattere un edificio, l’impresa che se ne fa carico solitamente adotta una procedura di demolizione selettiva per selezionare i materiali di scarto fin dall’inizio dei lavori, cosa che non può avvenire in caso di catastrofi naturali, per cui le procedure e i tempi  di rimozione delle macerie sono molto più lunghe e minuziose.